formare i formatori

FORMARE I FORMATORI

Master per formatori, esperti della comunicazione, educatori , insegnati

 Come gestire un aula, un uditorio, un corso?

Chi si improvvisa formatore spesso ricrea le dinamiche del modello che ha conosciuto. meglio: la scuola.

Non si tratta solo di focalizzare gli strumenti tipici del formatore ma di collocarli in un nuovo contesto: apprendere ad apprendere.

10 giornate formative per ri-modulare e prendere in mano la gestione dei processi e dei contesti di apprendimento

 

A chi è rivolto

Il corso è rivolto a chi ha lavora o vuole lavorare nell’ambito della formazione e dell’apprendimento: formatori, esperti della comunicazione, educatori, insegnanti, psicologi ecc.

 

Una formazione leggera

Ci son due miti da sfatare nella formazione

1) tempo

2) sforzo

 

Tempo?

L’idea di dover impiegare molto tempo per apprendere è legata all’idea di dover sapere tutto. È un approccio mentale.

Ci sono saperi e informazioni che hanno un impatto immediato, che spingono all’azione, altri che riempono la testa e rallentano il cambiamento.

Un seminario di tre giornate potrebbe apparire più corposo di un seminario di una giornata. Ma potrebbe essere il contrario:

Quanti tempi morti ci sono in tre giorni di lavoro? Quanto tempo si lavora davvero? Quanto si partecipa?

Quando l’attenzione è posta sul “tempo” dietro c’è il vecchio modello del vaso da riempire: il corsista è visto un vaso che va riempito di informazioni.

La formazione al contrario non è centrata sui contenuti , ma sulla reazione agli stimoli posti:

la formazione inizia dalla risposta del corsista.

 

Sforzo?

L’idea che per apprendere serva lo sforzo è una convinzione che contraddice tutte le ricerche in ambito psicologico e pedagogico. Soprattutto per quanto riguarda la formazione per adulti.

Nello sforzo l’apprendimento rallenta e l’attenzione diminuisce.

Al contrario quando c’è leggerezza e divertimento il cervello si accende, le informazioni vengono non solo assimilate velocemente ma si creano connessioni immediate.

La Formazione “leggera” è poco diffusa non perché non funziona ma perché ci vogliono competenze e abilità per realizzarla che pochi hanno.

 

Giornate zippate

Ogni modulo è organizzato una giornata “trasformative”, secondo il modello che segue:

 

1)       uso del sapere. Nella prima parte viene creata la cornice. Il Focus è messo su aspetti teorici essenziali alla gestione pratica della tematica in oggetto.

2)       Tornio. Nella seconda parte del lavoro , le informazioni teoriche vengono elaborate e integrate con laboratori ed esercizi pratici. Si tratta della fase più trasformativa del corso che “rimodella” i comportamenti spontanei e li finalizza alla formazione.

 

3)       Coaching in azione: Nella terza parte si integra il lavoro nel gruppo.

 

 

Programma:

1 Gli strumenti della formazione

Due strade: modello scolastico e modello formativo;

Come creare un contesto di apprendimento?

Strumenti a confronto: dalla “frontalina” alla lezione “revesciata” –

triadi, simulazioni lavori individuali, in coppia e in gruppo-.

 

 

 

2 Ambiti e livelli della formazione

Formazione,

Supervisione,

Gruppo di crescita personale e di apprendimento

 

3 Le dinamiche del gruppo di apprendimento:

 

Forze centrifughe e forze centrifughe

Leader e contro leader

Tradimenti e aspettative

Quando entrare in campo e quando stare fuori dal gioco

 

 

4 Che formatore sono?

Il “piccolo professore”, la maestra e il magnifico rettore a confronto.

 

 

5 Strumenti e metodologie

Come gestire le dinamiche del gruppo di apprendimento?

Il modello della gestalt nel processo di apprendimento

 

 

6 Public speaking

Parlare in pubblico: Paura? Eccitazione?

Non si tratta solo di gestire le emozioni ma di darsi una struttura nella quale collocarci quando accendiamo i riflettori su noi stessi.

 

 

7 Leader di me stesso

Condurre o farsi condurre?

Spesso abbiamo più paura del nostro potere che delle nostre fragilità. Come autorizzarsi ad esserci davvero, senza manipolare gli altri.

 

 

8 lavorare in équipe

Come creare il gruppo di lavoro

Come gestire i conflitti

Come elaborare il lavoro di équipe

 

9 Gestire i gruppi

Il gruppo è un po’ come una lente di ingrandimento che sproporziona tutto.

Come gestire le dinamiche sfruttare le potenzialità di questa potente strumento.

 

 

10 Valutare

Valutare nella nostra cultura fa sempre un po’ paura.

Imparare ad apprezzare e soppesare, invece di controllare e giudicare può apparire strano. Ma nella formazione, per quanto si mettano controlli ed esami, ognuno apprende quello che apprende. La valutazione inizia da lì: come hai sfruttato il corso? come stai usando quello che hai appreso? Cosa nei vuoi fare?

La valutazione in questo ambito non è una fase di controllo, ma il momento dell’elaborazione dell’esperienza fatta, quella fase che permette di consapevolizzare e integrare quello che è successo.

 

 

E questo migliorerà le vostre sensazioni durante l’intimità, accanto a tutto ciò l’efficacia è buona, bisogna consultare il medico. Come puoi vedere tu stesso lasciando una richiesta sul sito Web dell’azienda, non dovrebbe essere assunto il Viagra ad esempio in circostanze in cui il paziente Soffra Di Problemi al cuore o al sistema nervoso. Il principio attivo stimola la circolazione del sangue negli organi genitali, un concetto assolutamente diverso hanno avuto gli sviluppatori di Levitra.

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